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Tervingi
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I mwfgTervingi, o mwfwTeruingi, furono un popolo mwgagotico che abitò le pianure mwgqdanubiane situate ad occidente del mwggNistro, tra il mwgwIII ed il mwhaIV secolo. Hanno avuto stretti rapporti con i mwhqGrutungi, altra popolazione gotica stanziata ad est del Nistro, e con l'mwhgimpero romano (o il neonato mwhwimpero bizantino). Archeologicamente corrispondono alla mwiacultura di Chernyakhov, insieme ai Grutungi.
Contents
• Etnonimo
• Storia
• Società
• Lingua
• Capi
• Note
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Etnonimo
Il nome "Tervingi" può significare "popolo della foresta.cite-ref-wolfram25-1-0[1] Questa ipotesi è supportata dal fatto che i termini geografici venivano usati per indicare i popoli che vivevano a nord del Mar Nero prima e dopo l'insediamento dei Goti, dal fatto che i Tervingi usavano nomi legati alle foreste, e dalla mancanza di prove che il termine Tervingi-Grutungi sia stato usato prima della fine del III secolo.cite-ref-wolfram387n58-2-0[2] Il nome "Tervingi" potrebbe avere origini pre-pontiche, scandinave.cite-ref-wolfram387n58-2-1[2]
Storia
Storia antica
I Tervingi apparvero la prima volta come popolo nel 268, quando invasero l'mwmwImpero romano.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4] L'invasione interessò le mwpaprovince romane della mwpqPannonia e dell'mwpgIlliria, mettendo a rischio l'mwpwItalia stessa. In ogni caso i Tervingi vennero sconfitti nella successiva estate, nei pressi dell'attuale confine mwqaitalo-mwqqsloveno, e definitivamente battuti a settembre nella mwqgbattaglia di Naisso. Nei seguenti tre anni vennero spinti di nuovo oltre al mwqwDanubio con una serie di campagne militare condotte dagli imperatori mwraClaudio il Gotico ed mwrqAureliano. Riuscirono a mantenere il controllo della mwrgDacia, provincia liberata da Aureliano nel 271.
Prima citazione
La divisione dei Goti viene attestata la prima volta nel 291.cite-ref-wolfram24-5-0[5] La prima citazione dei Tervingi risale all'incirca a questo periodo.cite-ref-wolfram24-5-1[5] Per la precisione appaiono in un elogio all'imperatore mwuqMassimiano (285 - 305), scritto nel 291 o poco dopo (forse a mwugTreviri il 20 aprile mwuw292cite-ref-6[6]), ascritto tradizionalmente a mwwaClaudio Mamertino,cite-ref-7[7] il quale afferma che i "Tervingi, un'altra divisione dei Goti" (mwxqTervingi pars alia Gothorum) si allearono con i mwxgTaifali per attaccare i mwxwVandali ed i mwyaGepidi. Il termine "Vandali" potrebbe essere un'erronea citazione dei "mwyqVictohali", visto che secondo mwygEutropio la mwywDacia era in quel periodo (mwzanunc) abitata da mwzqTaifali, mwzgVictohali e Tervingi.cite-ref-8[8]
Guerra gotica (367 - 369)
Nel 367 l'imperatore romano mwbqValente attaccò i Tervingi a nord del Danubio. Non riuscì a combattere direttamente con loro, apparentemente a causa del fatto che i Goti si ritirarono sui mwbgMontes Serrorum (probabilmente i mwbwCarpazi). Secondo Ammiano Marcellino, Valente non trovò nessuno con cui combattere (mwcanullum inveniret quem superare poterat vel terrere) e questo proverebbe che fuggirono terrorizzati sulle montagne (mwcqomnes formidine perciti... montes petivere Serrorum). Nell'anno seguente l'inondazione del Danubio impedì ai romani di attraversarlo. Nel 369 Valente penetrò profondamente in territorio gotico, vincendo una serie di schermaglie con i Grutungi (e forse anche con i Tervingi). Il tutto si concluse con un trattato di pace.cite-ref-9[9]
Guerra gotica (376 - 382)
I Tervingi rimasero ad occidente della mweqScizia fino al 376, quando uno dei propri capi, mwegFritigerno, chiese all'imperatore romano Valente il permesso di insediarsi sulla riva meridionale del Danubio. In questo luogo speravano di trovare riparo dagli mwewUnni. Valente concesse il permesso, ma la carestia che colpì Roma impedì all'imperatore di fornire il cibo e la terra promessi. Questo fatto causò una rivolta seguita da sei anni di mwfasaccheggi distruzione per tutti i mwfqBalcani, dalla morte dell'imperatore romano e dall'annientamento di un intero esercito romano. La mwfgbattaglia di Adrianopoli (378) fu il momento chiave della guerra. Le forze romane vennero massacrate; l'imperatore Valente venne ucciso durante la battaglia, scioccando tutto l'Impero e costringendo i Romani a scendere a patti con i barbari, concedendogli il permesso di insediarsi sul suolo romano. Questo fatto ebbe pesanti conseguenze che portarono alla mwfwcaduta dell'Impero romano.
Società
Per epoca storica e territorio occupato, i Tervingi, in coppia con i mwggGrutungi, possono essere considerati corrispondenti alla mwgwcultura di Chernyakhov.
Insediamenti
Gli insediamenti Chernyakhov sono gruppi aperti situati nelle vallate percorse da fiumi. Tra le abitazioni si riconoscono case seminterrate e case di superficie. Il più grande insediamento conosciuto, Budesty, copre 35 ettari.cite-ref-hm-10-0[10] Molti villaggi sono privi di fortificazioni.
Pratiche funerarie
I cimiteri di Sîntana de Mureş sono più conosciuti degli omonimi insediamenti.cite-ref-11[11]
Questi cimiteri mostrano alcune delle caratteristiche basilari visibili in altri cimiteri Chernyakhov. Tra queste ci sono la mwkqcremazione e la mwkgsepoltura; in questo secondo caso la testa del defunto veniva fatta puntare a nord. Alcune tombe sono state lasciate vuote. Tra i beni sepolti con i defunti ci sono vasellami, pettini di osso ed arnesi in ferro; quasi mai sono state trovate armi tra questi oggetti.cite-ref-12[12]
Religione
L'originale religione dei Tervingi è sconosciuta. Prigionieri romani portarono il mwmgCristianesimo ai Tervingi. Questa nuova religione prese piede tanto velocemente che molti re Tervingi perseguitarono i loro sudditi che si convertivano, molti dei quali furono costretti a fuggire in mwmwMesia, nell'Impero romano. mwnaUlfila tradusse la mwnqBibbia in gotico durante il suo esilio.cite-ref-13[13]
Insediati in Dacia, i Tervingi mwowadottarono l'mwpaArianesimo come religione, un ramo del Cristianesimo secondo il quale mwpqGesù non faceva parte della mwpgTrinità, ma era un essere a parte, creato direttamente da Dio. Questa credenza era in contrasto con i principi del mwpwCattolicesimo, che raggiunse il monopolio religioso tra il mwqaIV ed il mwqqV secolo.
Lingua
La lingua gotica è quella che, molto probabilmente, venne parlata dai Tervingi, nonostante alcuni studiosi sostengano il loro uso di lingue diverse.
Relazioni con i Vesi/Visigoti
Secondo Herwig Wolfram, nel mwrwNotitia Dignitatum i mwsaVesi (in seguito noti come Visigoti) erano legati ai Tervingi in uno scritto degli anni 388 - 391;cite-ref-wolfram24-5-2[5] questa cosa non è chiara nel mwtqNotitia stesso. Ci sono stati numerosi dibattiti tra studiosi per l'identificazione dei Vesi come Tervingi e dei Grutungi come mwtgOstrogoti. Secondo mwtwHerwig Wolfram le fonti primarie usarono le coppie di termini Tervingi/Grutungi o Vesi/Ostrogoti, senza mai mischiarle.cite-ref-wolfram24-5-3[5] Che i Tervingi fossero i Vesi/Visigoti ed i Grutungi gli Ostrogoti è anche l'opinione di mwvaGiordane.cite-ref-14[14] Egli identifica i re visigoti da mwwqAlarico I ad mwwgAlarico II come eredi del re del IV secolo mwwwAtanarico, ed i re Ostrogoti da mwxaTeodorico il Grande a mwxqTeodato come eredi del re Grutunge mwxgErmanarico. Questa interpretazione, comunque, nonostante sia molto popolare tra gli odierni storici, non è condivisa da tutti.
Herwig Wolfram conclude che i termini Tervingi e Grutungi erano identificativi geografici usati da ogni tribù per descrivere l'altra.cite-ref-wolfram25-1-1[1] Questa terminologia sparì dopo che i Goti vennero fatti scappare dall'mwzainvasione unnica. A suo supporto, Wolfram cita mwzqZosimo che parla di un gruppo di Scizi a nord del Danubio chiamati "Grutungi" dai barbari dell'mwzgIster.cite-ref-wolfram387n57-15-0[15] Wolfram conclude che questo popolo erano i Tervingi rimasti dopo la conquista degli Unni.cite-ref-wolfram387n57-15-1[15] Credeva anche che i termini "Vesi" ed "Ostrogoti" venissero usati dalle popolazioni per vantarsi nelle descrizioni che facevano di se stessi.cite-ref-wolfram25-1-2[1] In questo modo, i Tervingi chiamarono se stessi Vesi.
Capi
Re pagani
Capi ribelli
Note
cite-note-wolfram25-11. ↑ Wolfram, mwaqoHistory of the Goths, trad. T. J. Dunlop (Berkeley, University of California Press, 1988), p. 25
cite-note-wolfram387n58-22. ↑ Wolfram387 - 388 n58
cite-note-33. ↑ Anche Eutropio (in mwarmmwarqBreviarium ab Urbe condita, 9, 8) parla di 320.000 armati. Vedi Mazzarino a pag.560
cite-note-44. ↑ Zosimus, Historia Nova, I, 42.1
cite-note-wolfram24-55. ↑ Wolfram, 24
cite-note-66. ↑ Guizot, I, 357.
cite-note-77. ↑ mwaskGenethl. Max. 17, 1
cite-note-88. ↑ Vékony, 156, citando Eutropius, mwas0Brev., 8, 2, 2
cite-note-99. ↑ Ammiano Marcellino, mwateRes Gestae libro 27, capitolo 5. Heather, mwatiThe Goths, p. 62; Heather, mwatmGoths and Romans 332-489, p. 86; Heather e Matthews, pag. 17-26
cite-note-hm-1010. ↑ Heather e Matthews, pp. 52-54
cite-note-1111. ↑ Heather e Matthews, pag. 54
cite-note-1212. ↑ Heathere e Matthews, pag. 54-56
cite-note-1313. ↑ Philostorgius, mwauaStoria della chiesa, libro 2, capitolo 5
cite-note-1414. ↑ Heather, 52-57, 300-301
cite-note-wolfram387n57-1515. ↑ Wolfram, 387 n57.
cite-note-1616. ↑ mwauwPassion of St. Saba
cite-note-1717. ↑ mwavaMartyrology of Batwin and Wereka
Bibliografia
• Santo Mazzarino. mwavqL'impero romano. Bari, 1973, pag. 560. ISBN 88-420-2377-9 e ISBN 88-420-2401-5
• Peter Heather. mwavgThe Goths, 1996, Oxford, Clarendon Press
• Peter Heather. mwavoGoths and Romans 332-489, 1991, Oxford, Clarendon Press
• Peter Heather, John Matthews, mwavwGoths in the Fourth Century, 1991, Liverpool, Liverpool University Press
Voci correlate